Serie A: Allegri perde e accusa gli altri. Pioli, Spalletti e Mou corrono veloci

Juventus Allegri
Juventus Allegri (Getty Images)

La Serie A è tornata in campo per la terza giornata dopo la sosta delle Nazionali. Tante, forse troppe sorprese in questo inizio di stagione, che, forse, permettono di pensare che quest’anno sarà ancora più combattuto degli altri.

Serie A, Juve piangente: Allegri, perché ti arrabbi e litighi?

La Juventus di Massimiliano Allegri è ad un solo punto dopo tre partite, ferma al penultimo posto in classifica. La verità è questa, semplice e catastrofica. E’ forse anche inutile pensare che la rimonta sarà possibile, perché lo sanno tutti, anche i muri. Ma la rosa bianconera non può permettersi di iniziare in questo modo, anche se hai perso uno dei calciatori più forti al mondo proprio sul gong.

Allegri ha accettato un incarico lungo e ben pagato, per usare un eufemismo. Da lui ci aspetta di più, con una rosa tra le più forti d’Italia che solo a Napoli ha avuto la scusante delle assenze. Contro Udinese ed Empoli due prove inaccettabili, da parte di tutti.

La colpa del crollo Juventus è di Allegri, c’è poco da girarci intorno. Né la gioventù di alcuni né le difficoltà degli ultimi anni di altri. Ed è inutile esplodere in una quasi rissa con Spalletti dopo la seconda, consecutiva e catastrofica, sconfitta in Serie A. Inutile piangere sul latte versato, piuttosto si trovi una ciotola dove poter pucciare i biscotti al mattino e iniziare a preparare come si deve, tatticamente soprattutto, le partite. La Juve non ha più chance, Allegri è chiamato all’ordine.

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Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri
Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri (Getty Images)

Serie A: Allegri piange, Spalletti e Mourinho se la ridono

Per uno che piange, ci sono tanti che ridono. Luciano Spalletti, per esempio, è felice della maturità del suo Napoli. La vittoria contro la Juventus ha certificato un salto di mentalità degli azzurri, vittorioso anche a Genova con molte difficoltà. Due vittorie (unite a quella contro il Venezia) che hanno portato il Napoli in testa alla classifica, a 9 punti. E vincere aiuta a sorridere, perché quando Allegri ha inveito contro Spalletti durante la conferenza, Luciano da Certaldo gli ha sorriso e spiegato come non arrabbiarsi.

C’è chi piange, c’è chi ride e chi corre “come un bambino”. Lo Special One ha iniziato a mostrarsi alla Città Eterna. Roma è ai piedi di Mourinho, e viceversa. Sembra sia scoppiato già l’amore tra il portoghese e l’ambiente giallorosso e i risultati sono il timbro di verifica. La Roma gioca bene e diverte i tifosi, vince e convince. E si prende il primo posto in Serie A.

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Roma Mourinho
Roma Mourinho (Getty Images)

Milan: Pioli is on fire. Ibra sembra un ragazzino. E’ l’anno buono?

Il Milan di Stefano Pioli ha capito in che direzione andare: la stessa dell’anno scorso. I rossoneri sembrano viaggiare con il pilota automatico e non hanno intenzione di fermarsi. Con l’Inter che ha cambiato progetto tecnico e tanti calciatori, a questo punto sembra che il Milan sia pronto per vincere. E’ la big, insieme all’Atalanta, che ha deciso di continuare sulla sua strada e prendersi i vantaggi di inizio stagione.

In più, Pioli e il Milan, hanno ritrovato Zlatan Ibrahimovic che sembra ancora un ragazzino. La stella svedese ha ancora tanta voglia di fare e di vincere. La sua fame ha permesso di tornare in campo dopo l’operazione di giugno e lo ha fatto già su grandissimi livelli. Il Milan è pronto, Stefano Pioli ora vuole essere il primo della lista.

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A cura di Salvatore Amoroso

Stefano Pioli
Stefano Pioli (Getty Images)