Monza e Cremonese, che intenzioni avete? Salernitana show (FOCUS)

Concluse la terza e la quarta giornata di Serie A. Fino a ieri abbiamo assistito a gare molto entusiasmanti e ricche di gol. Ribaltoni clamorosi e vittorie insperate per un primo turno che ha già mostrato pro e contro delle big e delle piccole.

Serie A: Monza e Cremonese credevano di stare in B

Il progetto, l’entusiasmo, i tantissimi soldi spesi sul mercato per portare in Brianza volti nuovi ed esperti di Serie A. E poi 0 punti in 4 partite. La prima, storica, avventura del Monza in Serie A è iniziata nel peggiore dei modi. Il club brianzolo, nonostante i sogni di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, non è ancora riuscito a lasciare il segno nel nostro campionato. Calciomercato scoppiettante non è sinonimo di riuscita del progetto.

Il Monza ha portato a casa calciatori utili per la Serie A che, ad oggi, non hanno svolto ancora il loro compito. L’entusiasmo alla piazza brianzola non manca e non mancherà fino all’ultima giornata ma c’è qualcosa che non va. Evidentemente il problema è da riportare a Giovanni Stroppa. Il tecnico che ha portato il club lombardo dalla Serie B alla Serie A non ha dato idee innovative alla squadra. E la Serie B non è la Serie A. Il Monza non crea e quindi non segna ma non difende neppure bene e subisce tantissimi gol. Non è affatto difficile immaginare che tra qualche settimana si andrà verso l’esonero, con il sogno Roberto De Zerbi chiuso nel cassetto.

E vale lo stesso per la Cremonese di Alvini. Punti in Serie A dopo 4 giornate: 0. Eppure l’anno scorso i grigiorossi vincevano il campionato di Serie B. Ma la Serie B non è la Serie A. Il nuovo allenatore ha dato la sua impronta alla squadra, che ci prova a tenere botta alle squadre abituate a certi palcoscenici, ma poi crolla. Ed è il problema diametralmente opposto a quello del Monza: non ci sono giocatori con nomi altisonanti ma c’è l’idea di gioco del tecnico. Se si deve scommettere sul primo esonero, andrebbe messo tutto su Stroppa.

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Monza – stopandgoal.com (La Presse)

Ora la Salernitana è da Serie A: Nicola non deve più promettere pazzie

La Salernitana di Davide Nicola stupisce la Serie A. Fino all’ultima giornata del 2021/22, il club campano era la Cenerentola del campionato italiano: tutti (o quasi) vincevano all’Arechi e tutti (o quasi) la battevano quando la ospitavano tra le proprie mura. Poi la salvezza quasi miracolosa, figlia delle idee e della cattiveria agonistica del tecnico piemontese, ormai abituato ad imprese simili.

E oggi la Salernitana ha cambiato volto. Con il nuovo presidente (già in carica da diversi mesi, anche della scorsa stagione) e con Morgan De Sanctis come nuovo direttore sportivo, la musica a Salerno è cambiata. Sono rimasti i calciatori forti dell’anno scorso e ne sono arrivati altri estremamente importanti: da Candreva a Maggiore, fino a Vilhena e Dia.

Così il “miracolo” Salernitana, ora, si è trasformato in normalità. I granata ora sono diventati la mina vagante della Serie A: non è più la Salernitana semplice da battere e facile da affrontare. E lo dimostrano i 5 punti nelle prime 4 partite, con la goleada alla Sampdoria, il pari in extremis contro il Bologna e quello alla Dacia Arena di Udine. Una sola sconfitta, alla prima giornata, contro la Roma di José Mourinho.

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L’Atalanta è tornata Dea? È la capolista!

La capolista di Serie A è l’Atalanta di Gian Piero Gasperini. I nerazzurri sono tornati a macinare gioco e vittorie. L’ultima, roboante, ieri sera contro il Torino. In totale, 3 vittorie e 1 pareggio per i 10 punti totali per 7 gol fatti e 2 subiti, per la seconda miglior difesa di Serie A. L’ottavo posto dell’anno scorso evidentemente è servito al Gasp e ai suoi per evitare di partire col freno a mano tirato e poi cercare di recuperare il terreno perso alla fine.

Quest’anno, inoltre, l’Atalanta non avrà le coppe europee. È prima di tutto uno stimolo in più a far meglio e provare a tornarci, ma anche la possibilità di tenere un ritmo molto più alto in Serie A per tentare di nuovo il miracolo Champions League. La Dea può diventare di nuovo la mina vagante delle 7 sorelle, a discapito di una di quelle che sono finite nelle prime 7 l’anno scorso.

La nuova proprietà americana ha l’obiettivo di riportare l’Atalanta in Europa per continuare a tenere alto il valore del brand e ridare gioia e felicità ai propri tifosi, oltre che calciatori di caratura internazionale al tecnico nerazzurro. La capolista è l’Atalanta: riuscirà a sorprendere?

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Salernitana – stopandgoal.com (La Presse)