Shock in Brasile, l’ex Roma Gerson: “Henrique mi ha urlato «Zitto ne**o»”

Gerson Flamengo
Gerson Flamengo razzismo (Getty Images)

Ancora un episodio di razzismo nel mondo del calcio: questa volta la vittima è Gerson. L’ex centrocampista della Roma, ora al Flamengo, ha vissuto momenti molto particolari.

Shock in Brasile, razzismo contro Gerson

Succede tutto durante Flamengo e Bahia, gara del campionato brasiliano. Si è giocata ieri sera ed è terminata per 4-3. Ma ciò che tanto ha fatto discutere sono state le due espulsioni e un episodio di razzismo che ha visto coinvolto Gerson, ex giocatore della Roma.

Dopo due settimane dal caso PSG-Basaksehir, la nuova bufera scoppia in Brasile. E il protagonista è Gerson, l’ex centrocampista di Roma e Fiorentina, che oggi fa parte della rosa del Flamengo. Uno degli avversari, durante un alterco, gli si è avvicinato e urlato contro frasi razziste che hanno scatenato l’ira del centrocampista.

Razzismo contro Gerson e non solo: anche Cavani nei guai

Flamengo Gerson
Flamengo Gerson episodio razzismo (Getty Images)

Gerson accusa di razzismo Henrique dopo Flamengo-Bahia

Stando a quanto riferisce globoesporte.com, l’episodio è avvenuto al minuto 52, quando la partita è stata 2-1 per il Flamengo. Le immagini della trasmissione hanno mostrato Gerson molto nervoso dopo aver sentito frasi razziste nei suoi confronti. Il centrocampista ex Roma è andato a bordocampo e ha discusso con il tecnico del Bahia Mano Menezes. All’uscita dal campo, Gerson ha rivelato di aver sentito da Ramírez: “Zitto, negro“.

In conferenza stampa, poi, si è sfogato. “Voglio dire una cosa: ho giocato tante partite da professionista e non ho mai detto niente perché non ho mai sofferto di pregiudizi, ma quando abbiamo subito uno dei gol, Ramirez ha litigato con Bruno Henrique e sono andato a parlare con lui e lui mi ha detto:” Taci, n****” .

Razzismo contro Gerson: il suo post

Gerson, poi, si è sfogato anche sui social contro l’episodio di razzismo.

Il “silenzio nero” è esattamente quello che non succederà più. Continueremo a lottare per l’uguaglianza e il rispetto nel calcio, quello che mancava oggi dall’altra parte. Da quando avevo 8 anni, quando ho iniziato la mia carriera nel calcio, sento, a volte solo guardando, il “taci, nero”. E non ci sono riusciti. Non sarà adesso”.

 

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